Amaranto, anyone?!

Amaranto

A cucinare la quinoa ormai ci hanno provato tutti… sempre più donne e uomini coraggiosi si cimentano con il porridge d’avena… ma l’amaranto? Forse è il più indomabile del gruppo dei gluten-free.

E perchè dovrei mettermi a cucinare l’amaranto?!?

Perchè ve lo dico io!!! E perchè è un piccolo seme meraviglioso, con una concentrazione di nutrienti da vera e propria superstar: un superfood che più superfood non si può. E’ ricco di calcio (nella sua forma meglio assimilata), oltre ad abbondare in magnesio e fosforo. Ha anche un’alto contenuto di proteine, è senza glutine e una cosa che me lo rende ancora più simpatico è che cresce anche in terreni poveri e in condizioni difficili. Forza amarantoooooo! Gli aztechi lo usavano nei rituali sacri… e direi che gli aztechi sapevano il fatto loro.

Si può usare per fare popcorn al posto del mais, trovate i fiocchi nei negozi bio per preparare il porridge, ma si può anche aggiungere a zuppe o mischiare a cous cous (se il glutine non è un problema). Dolce o salato, funziona sempre!

Amaranth3

Ok, mi hai convinto: ma come cavolo lo cucino?!?

Ammetto che l’amaranto è il semino che può sembrare più ostico in cucina… a me piace così com’è, specialmente con una buona zucca cotta passata in soffritto di cipolle, ma mi rendo conto che ha una consistenza che non conquista all’istante (la mia ricetta preferita probabilmente è questa, con erbe selvatiche, #yum!)

Per la ricetta base, tostate l’amaranto (se possibile risciacquato dopo averlo lasciato in ammollo tutta la notte, come sempre!) in una pentola inaderente: quando comincia a scoppiettare, aggiungere l’acqua. La proporzione è una parte di amaranto con 2 parti e 1/2  di acqua – portare a bollore e lasciar cuocere per circa 30 minuti. Spegnere la fiamma e lasciare a coperchio chiuso per almeno 5 minuti. Per una versione salata, aggiungete sale e aromi a metà cottura.

A questo punto potete aggiungerlo semplicemente a verdure se non vi dispiace la consistenza (ripeto, lo consiglio con zucca in soffritto di cipolle e un pò di alga wakame), aggiungere un trito di mandorle, capperi, pomodori secchi e funghi se vi va la mediterranean-aztec fusion o anche aggiungere a una zuppa per “rimpolparla”, o frullare con cavolfiore, noce moscata e finto formaggio per la versione total white.

Anche se me lo riprometto sempre, non ho ancora provato a fare una versione dolce: vi rimando alla fidatissima Sarah, con questa ricetta di porridge che voglio provare da un secolo e chissà perchè ancora non l’ho fatta… vi terrò aggiornati.

E ricordate sempre: se non vi riesce bene la prima volta, non demordete – valido per tante altre cose, nella vita…

Peace, love & amaranth

Susanna xo

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