Solanacee & Compromessi

Solanacee fanno male fanno bene

Se siete venuti a un mio workshop di cucina naturale avrete una qualche memoria di Susanna che urla NON ESAGERATE CON LE SOLANACEE PERLAMORDIDDIO, mentre distrattamente massaggia del cavolo nero… ora, se contestualizziamo probabilmente era gennaio. A Milano. Nevicava.

Ma ora (mentre scrivo, perlomeno) gli orti sono invasi da gloriosi pomodori a km zero, da  luccicanti melanzane che sembrano sussurrare “hey, friggimi, lo so che mi vuoi…” e da peperoni che sembrano fatti apposta per esser farciti e infornati… come la gestiamo, ‘sta abbondanza di solanacee di stagione?

A rischio di complicar le cose, non amo mettere cibi nella categoria “brutti & cattivi” – lo so che può essere esasperante, ma molto spesso nella nutrizione sensata la risposta a “Questo fa male?” è un “Dipende”.

Sono da evitare allora le solanacee?!? ….dipende!

Ma andiamo con ordine.

  1. Cos’è la solanina, che dà nome e cattiva reputazione alle solanacee? E’ un alcaloide tossico, una componente naturalmente presente in tutte le parti della pianta – è  lì NON per farvi dispetto, ma perché è un meccanismo di difesa della pianta contro insetti e parassiti. Cacchio mi direte voi, allora perché non cadiamo morti stecchiti a ogni pomodoro che mangiamo?!?! Perché il nostro corpo è una macchina meravigliosa, sempre impegnato a smaltire tossine che produciamo noi stessi (nulla si crea e nulla si distrugge, giusto?!?), che introduciamo nostro malgrado (inquinamento, antinutrienti presenti negli alimenti – anche i più salutari) e quelle che inaliamo/pappiamo di nostra spontanea volontà (sigaretta & mojito, anyone?!?). Certo che, se esageriamo con l’introduzione e siamo magari già “al limite” per altri X motivi… qualche fastidio può comparire.
  2. Ma quali sono le solanacee? In caso non foste stati attenti ai workshop o foste troppo impegnati a massaggiar cavoli – il termine solanacee indica una famiglia botanica di cui fanno parte pomodori, melanzane, peperoni, patate, ma anche le insospettabili e ultraglamour bacche di goji, e anche peperoncini e pepe (e il tabacco, per la cronaca). Capite bene che è facile esagerare: chi non AMA ALLA FOLLIA le patate (che sono anche il tallone d’Achille di Susanna)? Chi non mangia pomodori tutto l’anno? E sì, qualcuno che non ama le melanzane c’è… ma in tanti adorano peperonata e parmigiana, correggetemi se sbaglio. Magari il tutto con una generosa spolverata di pepe?!? Insomma, una solanacea party.
  3. A chi possono far male, in particolare? Lo so che son ripetitiva, ma ragazzi, alla fine vi faccio pure risparmiare un sacco di soldi che spendereste in test inutili: mentre non voglio in alcun modo incoraggiarvi ad auto-diagnosticarvi malattie e intolleranze multiple, vi invito ad imparare ad ascoltarvi sempre di più, sempre meglio ogni giorno, affinando la tecnica e sintonizzandovi sulle reazioni – siete voi stessi i migliori giudici per questo tipo di “fastidi”. Le allergie conclamate, quelle che coinvolgono una reazione del sistema immunitario, sono le uniche che possono essere con certezza rilevate da un test… per tutta l’ampia gamma di intolleranze/fastidi/MhSonoSempreGonfia, è raro risolvere con dei test ed è meglio appunto imparare a fare i conti con la vostra genetica e il vostro livello di tolleranza di alimenti/stress/tossine (ripeto NON parlo di disturbi più gravi – prima se ne parla con il medico, poi si valuta!). Diciamo che, in linea di massima rivedete un attimo il vostro consumo di solanacee se avete tendenza a eczemi, sfoghi, dolori articolari, malattie autoimmuni (come la tiroidite di Hashimoto o ipotiroidismo), avete problemi con nichel e sovraccarichi di istamine (altri argomenti scottantissssimi che meritano altre millemila parole che prima o poi scriverò), pruriti e gonfiori vari & eventuali che non riuscite a capire da dove caspita vengono.
  4. Come posso limitare i danni? Se siete palesemente intolleranti alle solanacee sarebbe più sensato evitarle proprio – o quasi. Se volete solo evitare di arrivare ad aver danni da riparare (opzione consigliata), ecco qualche accorgimento:
  • Tenete presente che la solanina si concentra nei semi, nella pelle e nelle foglie delle piante, quindi un primo accorgimento è per esempio consumare le solanacee senza buccia e togliendo almeno un po’ di semi – fattibilissimo direi…
  • Il livello di solanina diminuisce con la maturazione, quindi un pomodoro ben maturo ne contiene moooolta meno di un pomodoro verde, idem per le melanzane e patate – scegliete di conseguenza!
  • Dove potete, sostituitele così – le patate possono essere sostituite con le Batate o patate dolci o patate americane, che appartengono ad un’altra famiglia e NON contengono solanina… per fare il purè senza patate, con miglio e cavolfiore, c’è la meravigliosa ricetta di Sarah con un bell’articolo sulle solanacee che trovate qui in inglese e posso mandarvi io in italiano se volete. I pomodori andrebbero evitati fuori stagione, in inverno limitatevi a usare occasionalmente passata/conserve per sughi, meglio se in barattolo di vetro – sono stati inscatolati al massimo della maturazione, quindi c’è meno solanina rispetto ai pomodori mal maturi che trovate nei negozi in inverno. Se volete sostituirli, fate sughi di carote per esempio, con solo un pizzico di concentrato di pomodoro! Le melanzane sono secondo me impossibili da “sostituire” – se avete qualche idea, fatemi sapere… il trucco con le melanzane è limitarle e togliere buccia e semi: io per esempio faccio la parmigiana sostituendo metà melanzane con le zucchine. Idem per i peperoni!

Spero di esservi stata utile – se volete la ricetta della mia Heallhty Parmigiana, è in anteprima con la mia newsletter di agosto… iscrivetevi qui!

Peace, love & parmigiana a tutti

Susanna XO

Daniele Parmigiana

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Un commento

  1. […] Disclaimer. Tutti questi ortaggi finora menzionati sono solanacee, cioè contengono la solanina, che non è altro che una sorta di pesticida naturale; in caso di infiammazione vanno assunti con un limite o comunque sempre nella loro stagione e preferibilmente saltate o stufate o, nel caso dei pomodori, solo a perfetta maturazione o, in alternativa, essiccati o conservati. Più i frutti sono maturi e meno la contengono; nel caso delle patate, più sono vecchie, rugose e verdi e in via di germogliazione e più la contengono. Se volete orientarvi sul tema, le cose più chiare e condivisibili che ho letto sono scritte in un post di Susanna Villa: Solanacee & compromessi. […]

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