Mangiare sano, spendere il giusto

Autumn bounty

Non voglio fare la guastafeste, sono la prima ad apprezzare ingredienti assurdi in cucina e il cibo è di gran lunga la cosa per cui spendo di più… però ultimamente ho spesso  l’impressione che ci sia una questione di sottofondo largamente ignorata: il costo di un certo stile alimentare, e la sua totale insostenibilità per, diciamo, una famiglia “media” (esistono?) con figli, o anche single con lavori non stellari.

Siamo proprio tutti così ricchi, o è semplicemente scomodo e poco cool postare ricette con ingredienti un po’ meno fighi?

Vedo post di ricette i cui singoli ingredienti sono un vero lusso, vedo colleghi che senza porsi il problema budget consigliano latte di mandorla da 5€ al litro, così come vedo prodotti pseudo salutari ma assolutamente “ordinari” con price tags folli perché c’è lo 0,02% di quinoa nell’impasto – tutte dinamiche di cui anch’io son caduta vittima in passato, sia chiaro… proprio per questo ne parlo. Quindi poi giustamente mi sento dire che “mangiare sano costa troppo” – al che come sapete io rispondo “…ma non hai idea di quanto costerebbe ammalarsi!”, anche se detto così sa molto di terrorismo psicologico: non voglio dire che se non comprerete quella costosissima pasta alla spirulina e canapa finirete in ospedale in men che non si dica, voglio appunto che impariate a distinguere fra il mangiar sano “da instagram”, quello pieno di ingredienti esotici, con colori fluo e nomi altisonanti, e il mangiar sano vero – che vi terrà lontano da ospedale e bancarotta 😉

Sia chiaro non voglio promuovere l’idea dello spendere sempre e comunque il meno possibile in cibo – sono fortemente contraria all’idea del sottocosto, dello svalutare soprattutto il valore dei prodotti di agricoltura e allevamento, perché se una cosa costa troppo poco vuol dire che stiamo pagando in altri termini (vedi sfruttamento della manodopera in agricoltura e degli animali in allevamento, con i costi sociali e ambientali che conosciamo bene).  Sono per lo spendere meno per quel prodotto confezionato ad arte da qualche stratega del marketing vegan-green-cool, così da poter spendere di più per quelle meravigliose mele appena raccolte o quel pollo cresciuto come dio comanda.

Quindi, senza essere talebani della verdura di stagione o del frutto a km zero (troppo deprimente in inverno!), vediamo come possiamo mangiare sano senza spendere un patrimonio ogni giorno – se poi potete spendercelo, un patrimonio in cibo, ottimo! Potete smettere di leggere e andare a farvi un bagno nel latte di mandorla vanigliato! #ciaopovery

[qui parlo di dieta vegetariana, semplicemente perché io mangio così e non mi va di consigliare ciò che non vivo sulla mia pelle – la raccomandazione che mi sento di dare in proposito è: non risparmiate su carne e pesce. Mangiatene meno, mangiatene meglio, non passate dalla grande distribuzione, mangiate TUTTO l’animale ove possibile – se scegliete di mangiare animali va bene, ma prendetevi almeno la responsabilità di cercare l’opzione più sostenibile e di mangiarli tutti…]

  • Frutta e verdura. Ce la farò mai a convincervi che vale la pena controllare cosa è in stagione prima di andare a fare la spesa?? Frutta e verdura di stagione costano meno, sono più buoni e nutrienti, oltre ad essere più sostenibili. Servono altri motivi? Spezzo inoltre una lancia a favore delle verdure surgelate (NON piatti pronti, parlo solo di verdure/frutti di bosco pronti all’uso senza altri ingredienti) – nutrizionalmente parlando, se è stata rispettata la catena del freddo sono ottimi, ancora ricchi di vitamine e minerali. Possono far risparmiare, anche tanto tempo e risorse (io nello specifico ho sempre in freezer piselli, spinaci e frutti di bosco surgelati!). Inoltre, se abitate in campagna approfittate della primavera per riempirvi il freezer di erbe selvatiche da aggiungere alle zuppe, come scritto in questo post.
  • Frutta a guscio e latti vegetali. Costano tan-tis-si-mo. La soluzione per i latti vegetali è farli almeno ogni tanto in casa (è veramente la cosa più semplice del mondo: guardate questo video della mia adorata Sarah Britton e scrivetemi se non capite qualcosa); se vi serve solo un po’ di latte vegetale, frullate una tazza di acqua con una manciata di fiocchi di avena – otterrete un latte vegetale all’istante per le vostre ricette. Perché comunque ricordate: il latte vegetale è per lo più acqua, con solo un quantità che varia solitamente dal 2 al 10% di cereale/frutto a guscio. Acqua “aromatizzata” praticamente, che pagate moooolto caro! Per quanto riguarda mandorle, anacardi etc, spesso nelle ricette si possono sostituire con semi: costano molto meno (i semi di canapa sono i più costosi, i semi di girasole e sesamo invece i più abbordabili), sono nutrienti e benefici, danno la stessa sensazione di croccantezza e sono adatti in piatti dolci o salati.

Frutta secca & budget

  • Aromi & spezie. Cominciamo con la spinosa questione vaniglia in polvere: costa ormai cifre imbarazzanti, conosco diversi negozianti che l’hanno tolta dagli scaffali perché si vergognavano ad esporla con un’etichetta del prezzo diventata ormai improponibile… Io ho smesso di usarla se non in poche ricette durante i corsi di cucina (perché vi voglio bene. Tanto. Quasi sempre.), potete tranquillamente limitarvi ad usare cannella e zenzero per dare sapore ai vostri dolci – costano molto meno, sono semplicemente meravigliosi. Anche la scorza di agrumi non trattati, ha un che di paradisiaco, no? Aggiungono carattere a tanti piatti dolci o salati senza incidere sul budget – perché tanto quel limone lo userete per altro! Per quanto riguarda le erbe aromatiche, se non avete l’orto comprate comunque le piantine di erbe in vaso – rallegrano la cucina e con un po’ di cura riuscirete a farli durare per diversi pasti. Se dovete fare un brodo o zuppa, state lontani dalle vaschette di plastica con “aromi” del supermercato – spreco di imballaggio e di soldi, per una carota e una cipolla spesso visibilmente depresse e un rametto floscio di salvia e rosmarino… Servitevi da un ortolano, non al supermercato, e se ne avete bisogno chiedete una manciata di prezzemolo e qualche foglia di alloro e salvia con la vostra spesa.
  • Organizzazione. Per risparmiare tempo e denaro, è indispensabile farsi furbi in cucina: soprattutto se siete solo uno/due/tre in famiglia, non cucinate mai per una volta sola – è un grande spreco di risorse, in tutti i sensi! Fate pace con il vostro freezer. E vogliamo parlare della schiscetta? Mettere da parte una porzione per il pranzo del giorno dopo è la singola azione che avrà più impatto sul vostro budget, senza dubbio! Non spaventatevi se non siete abituati a farlo: cominciate a farlo un paio di giorni alla settimana, e diventerà abitudine. Se cucinate cereali a chicco, mettetene da parte una porzione, sciacquata e raffreddata per evitare l’effetto colla; dotatevi di thermos, e potrete portarvi al lavoro una coccolosa vellutata; fate un’infornata di burger vegetali? Potete usarli per farcire una piadina o sbriciolarli in un’insalatona! Parlando di organizzazione – è un must prendere l’abitudine di fare la spesa solo con un biglietto compilato a casa: se siete a corto di tempo quando uscite di casa al mattino, fate una foto al frigorifero per ricordarvi cosa già avete; decidete cosa volete cucinare prima di andare in negozio, e fate una lista a cui attenervi, oltre al buon vecchio consiglio di non fare mai la spesa quando avete fame – diciamo che le capacità di ragionamento e programmazione non sono proprio al top. E non programmate solo una ricetta, ma anche un paio complementari per pasti successivi per utilizzare eventuali rimanenze/scarti – una bella zuppa è particolarmente efficiente per ripulire il frigorifero!

Vellutata svuotafrigo

  • Attenti alle trappole marketing nutrizional-fuffa. Perché lo scopo del marketing è farvi pensare che non possiate vivere sani/dimagrire/essere davvero felici senza bacche di goji, olio di cocco spalmato su qualsiasi cosa, mango ogni giorno a colazione, the matcha raccolto da fatine giapponesi e latte di mandorla a ogni pasto… stiamo un po’ perdendo la testa. Quindi per esempio attenzione se pagate un prezzo esagerato per una pasta definita di quinoa, leggete gli ingredienti – se sono “farina di frumento 98,8%, farina di quinoa 1%…” bhe, quella è classificabile come pasta normale e il prezzo premium NON è giustificato! Non buttate i vostri soldi nei vari superfood bruciagrassi miglioravita – superfood non sono solo bacche esotiche che vengono dall’altra parte del mondo e costano come una rata del mutuo, ma sono tutti i frutti della terra che ci crescono sotto il naso, freschi, di stagione; bruciagrassi sono solo i lanciafiamme; miglioravita gentilezza, gratitudine e una buona muta invernale se fate surf. Ma le bacche di goji, no.
  • Non mangiate completamente gluten free se non siete obbligati. In generale, non fate “diete speciali” di alcun tipo se non realmente necessario: i prodotti confezionati a marchio gluten free da grande distribuzione sono spesso agghiaccianti in termini di prezzo e ingredienti (doppia fregatura) – certo, possono essere comodi una volta ogni tanto ma assolutamente non sostenibili per salute e portafogli nel quotidiano! Se proprio dovete mangiare senza glutine, imparate bene quali cereali lo sono naturalmente, andate alla materia prima e imparate, pian piano, a cucinare diversamente. Stessa cosa per i prodotti senza latte – ormai il marchio “vegan” sembra essere la giustificazione per mettere un prezzo maggiorato sempre e comunque… io mi incavolo parecchio quando vedo cose che “vegan” lo sarebbero a prescindere piene di grandi proclami sul pacchetto e prezzi ingiustificati – ve lo dico regà, ci stanno proprio prendendo in giro. Ci facciamo un po’ furbi? Impariamo a leggere le etichette e a pensare con la nostra testa?

Concludo ribadendo che non sto suggerendo, sia chiaro di andare al ribasso sempre e comunque – penso sia profondamente sbagliato pagare il meno possibile il cibo, quello vero: giocando sempre al ribasso abbiamo distrutto gli agricoltori, ci ritroviamo con un mare senza pesci e pieno di plastica, ci ritroviamo a dover scegliere di non mangiare più carne perché non esiste più carne sostenibile. Non sto suggerendo di buttarvi sui discount e i sottocosto dei supermercati, vi sto dicendo di usare la testa, scegliere consapevolmente dove mettere i vostri soldi per non sacrificare qualità, salute, sostenibilità… e votare con il portafogli, ogni giorno.

Mi sono dimenticata qualcosa? Avete qualche ulteriore trick salva-euri? Non si finisce mai di imparare, fatemi sapere!

Peace, love & real food

Susanna XO

Gelato vegano di avocado mousse

 

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2 commenti

  1. Post approndito con analisi dettagliate 😉👍 grazie per aver condiviso soprattutto il concetto di imparare a leggere le etichette e a pensare con la nostra testa 😉👊

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